Quando si deve andare dal dentista il pensiero va istintivamente al trapano, che rimane uno degli strumenti medici più odiosi, ma subito dopo si pensa al portafoglio. Le spese per cure odontoiatriche sono quasi sempre la voce più rilevante del settore spese mediche per le famiglie e quindi oltre agli ovvi benefici per la salute, può comportare dei vantaggi economici non indifferenti.
Con l’aiuto di un esperto, il Dott. Franco Manca, dentista di Milano, presidente di ASSIOMAA (ass. It. Odontoiatria microinvasiva) abbiamo tracciato un quadro di quello che c’è da sapere per limitare al massimo l’intervento del dentista e le sue conseguenze economiche. Sono emerse indicazioni pratiche importanti, in molti casi tutt’altro che scontate.
Il punto di partenza è sicuramente la prevenzione, concetto cardine in medicina, che, per quanto riguarda l’odontoiatria, si fonda sul un pilastro fondamentale dell’igiene orale. Tutti dovrebbero sapere che bisogna lavarsi i denti, molti non sanno come vadano lavati correttamente. “Per semplificare, esordisce il dott. Manca, possiamo dire che bisogna imparare a lavare non tanto il dente quanto “la gengiva”, o meglio, il colletto del dente, ossia la zona di contatto tra dente e gengiva. È proprio lì, infatti, che i batteri normalmente presenti in bocca, che si nutrono della degradazione degli zuccheri contenuti negli alimenti, possono trovare la porta d’accesso per attaccare il dente e dare inizio al processo della carie”.
Per capire l’importanza dell’igiene nella zona tra dente e gengive basta pensare che è proprio qui che i batteri formano la placca che se non correttamente rimossa , si concretizza in depositi di tartaro. “Il tartaro, - spiega Manca - determina uno scollamento meccanico della gengiva dal dente, rendendo esposta la parte più vulnerabile del dente, quella che non è protetta dallo smalto.”
La carie è un processo che si sviluppa nel tempo e quindi va contrastata il prima possibile. “Se vogliamo considerare la cosa sotto il profilo economico , specifica Manca, potremmo dire che una carie non curata è il miglior affare per … il dentista”.
In effetti, facendo due conti, se si considera che la cura di una carie, con relativa otturazione, possa costare intorno ai 150 euro, la stessa carie lasciata progredire nel tempo, arriverà alla polpa del dente ( nervo ) con inevitabile devitalizzazione, che comporta una spesa aggiuntiva di almeno 300 euro; ma un dente devitalizzato, nel giro di 4 o 5 anni, finirà per dover essere incapsulato e così, considerando la ricostruzione, la devitalizzazione, il 1500 euro, senza contare il dolore ed il costo biologico: Insomma, in prospettiva, una carie non curata ci costerà il 1000 % per cento in più nell’arco di 4-5 anni.”
Un investimento al 200% annuo non lo si trova così facilmente !!!